giovedì 22 giugno 2017

1° Raid VAO Campo dei Fiori








La t-shirt commemorativa dice tutto: IO C’ERO!
Non potevo mancare al 1° Raid del VAO con Mark e Ale in prima linea (senza dimenticarsi e ringraziare tutti gli altri).
Il ritrovo è ben organizzato, come i controllo materiale (veri) e un briefing istruttivo.
Alle 9.05 si parte.
Subito un'illusoria discesa per poi fare salita. Salita vera e un caldo torrido da togliere le forze.
Per raggiungere la prima ci sono varie sotto-scelte una volta raggiunta la cima.
Per la 2° siamo ingolositi dalla tratta retta “in rosso”: un rampone di gradini sul vecchio tracciato della funicolare.
Poco dopo la scelta mi fermo e ragiono con Fabio “qui si muore. Non è meglio tornare indietro e distribuire il dislivello in maniera più equa facendo questa strada?”
Fabio ribatte: “facciamo il tunnel e poi siamo subito arrivati” .
Dimenticandoci della scala 1:20.000 e delle curve di livello a 20 metri.
Un massacro.
Siamo però agganciati ai gruppi di testa, anzi alla terza lanterna siamo in testa!!!
Si scende finalmente nel bosco di Brinzio e si corre nel bosco bianco fino ai prati e al paese.
Per arrivare alla 5 optiamo per il sentiero RELIGOSO: rosari, cappelle, santi e Madonne…le visioni si sprecano e senza assunzione di sostanze dopanti (per me finite).
Fabio chiede una sosta e naturalmente cerco di concederla, ma spronandolo a raggiungere la cima.
Una volta scollinato si scende a razzo sul punto e troviamo gli altri che hanno appena timbrato.
Per non seguirli decidiamo un taglio e prendiamo il sentiero a “livello”…dopo un inizio promettente e veloce ci ritroviamo in un bosco denso, sassi, rocce e impossibile da correre.
Ma soprattutto non si vede nessun sentiero!!! Che fare? Continuare a scendere o risalire?
Risaliamo ed ecco il sentiero, ma quello più alto: risparmio zero anzi perdiamo 5 minuti dal treno di testa.
La collinetta panoramica mi dà la mazzata definitiva ci arrivo a quattro zampe come un camoscio alla fine della sua vita!
Qui entro in crisi di gambe e di testa lasciando a Fabio gli ultimi punti.
In paese la mia carta è sbiadita e sfumata come un quadro di ninfee di Monet.
Siamo al traguardo. Terzi a 7 minuti dai secondi.
Tanta fatica, ma le gambe e le articolazioni (vedasi ginocchio) hanno tenuto come non avrei mai pensato ne immaginato: alla grande.
Ingollo litri di gatorade per recuperare tutto il sudore prodotto.
Una rinfrescante doccia e un simpatico pasta party chiudono questa bella giornata.
Le premiazioni sono  state per me sotto il segno del destino: un alberello di Frassino da piantare.
Durante la gara ho veramente sofferto tantissimo le due salite spaccagambe e il caldo.
Purtroppo ho goduto troppo poco dei bellissimi paesaggi che si potevano ammirare ai punti di controllo, per il resto tutto ok e come si dice sui set cinematografici “Buona la prima”.


lunedì 12 giugno 2017

Campionati Italiani Sprint e Middle: DUE ARGENTI

Weekend stratoferico: due argenti ai Campionati Italiani 2017, in due gare molto diverse tra loro ma dall'alto tasso tecnico dei partecipanti.

Sabato è stata una mattinata di stress: sveglia l'alba per preparare/caricare la moto per la trasferta.
Poi via per riunione a scuola pre-esami.
Alle 10 doveva finire tutto, ma la presidente esterna (ex nostra preside) ci inonda di ricordi, divagazioni, aneddoti che mi mandano in sbattimento....quando finisce!!!
Firmo più veloce di un fulmine e sono già in sella per raggiungere Trezzo e l'auto di Ale&C.
Traffico, tutor velocità, imprevisti vari mi stressano per tutto il tragitto dove continuo a guardare orologio, contakilometri e ovviamente la strada.
Sono più o meno in orario a Trezzo, ma la sbarra del telepass non si alza.
La tipa al microfono non capisce dove sono entrato ...la barra è sempre abbassata...il caldo è aumentato e nel casco mi faccio la permanente gratis....ma quando ti ci vuole per verificare targa e la tariffa?
Alla fine sono al parcheggio....si scarica la moto e non mi risparmio una "frustata" gratis a Kris sulla gamba (maledetti elastici).
Ripartiamo per recuperare Maria, ma andiamo lunghi saltando l'uscita giusta!!!
Cattivi presagi.. no, non ci pensiamo.
I tempi sono stretti... e arriva la prima coda a Brescia...per fortuna non perdiamo troppo tempo.
Finalmente a Vigolo Vattaro e in orario.
Terzo stress della giornata: la gara sprint.
Quest'anno è il primo anno in categoria M55 e dopo la vittoria a Marostica sono tra i favoriti (Stefano Z. azzecca al 100% il podio M55), ma i continui accenni non mi danno tranquillità.
Mi isolo e cerco la concentrazione.
Ho il dubbio se tenere la bussola con lente o solo occhiali bifocali...in settimana ho fatto parecchie prove non trovando la quadratura del cerchio...deciderò in gara.
Parto tranquillo, ma deciso, in una bolla "agonistica" giusta e per 1 minuto e 32 secondi sono anche Campione Italiano 2017!!!
Dopo le prime lanterne capisco che la carta si legge benissimo; non ci sono "trabocchetti" e così tolgo la bussola.
Uso il dito con freccia rossa e gli occhiali.
Poche scelte, ma è richiesta una grandissima attenzione/concentrazione, continui cambi di direzione, dentro fuori, vicoli molto piccoli, salita.
Alla 14 dopo aver timbrato riparto e perdo equilibrio sul terriccio.
Sto per cadere e per stare in piedi afferro la staccionata di legno (a fine gara le spine di legno mi faranno molto male oltre ad essere complicate la loro eliminazione).
Alla fine sono per terra steso come una pelle di leopardo.
Mi rialzo e decido la strada per la 15 (il garmin mi da quasi 8 secondi di sosta).
Ultimi punti e do il massimo recuperando 22 secondi a Oleg (meglio di me farà Leonardo)
Stefano G. annuncia il mio secondo posto parziale dopo il Campione Mondiale Oleg, ma in gara ci sono ancora atleti forti come Leonardo e Ale.
Per pochi secondi sono secondo, mentre Ale incappa in errori non recuperabili.
La gara senza errori (Winsplits ) mi vede ancora secondo con lo stesso tempo, gara "perfetta" solo un miglioramento fisico mi può portare a leggere la targa di Oleg.
Se posso dire due cose tecniche sul tracciato:
1) manca una tratta lunga con più scelte e sottoscelte.
2) Passare da una lanterna del mio percorso che poi farò poco dopo non è il massimo: la 12 era sull'unico percorso possibile per andare alla 10. Metterla nel cortile più in basso o sfruttarne  un'altra nelle vicinanze.
A parte questo il percorso è stato soprattutto ben disegnato graficamente (anche se in un altro percorso si poteva fraintendere l'abbinamento cerchietto e numero di sequenza cat. giovanile).
Nonostante il groviglio centrale del percorso era tutto sempre ben chiaro e leggibile.
Forse un po scenografico/visibile l'arrivo e il punto spettacolo Elite.


Domenica
Altra splendida giornata e splendido panorama.
Scopro che nel lontano 1996 ho fatto la prima Tre giorni d'Italia correndo sulla stessa carta.
Parto presto e mi faccio il warmup: per fortuna perché sono un disastro. Capisco però la carta, i rilievi e la vegetazioni che mi torneranno utilissime in gara.
Diciamo che più che un riscaldamento era un raid avventura...forse sapevano che domenica prossima sarei stato al Campo dei Fiori?)
Il mio Garmin non ha più batteria e così mi affido alla memoria...come ai vecchi tempi.
Cerco concentrazione e il riscaldamento giusto prima della partenza: sembra tutto a posto.
La prima è "banale" si corre su sentiero e poi la si attacca.
La due vado ad azimut.
Per la tre vado piano per non sbagliare, c'è gente e alla fine ci sono addosso (le tratte corte mi danno ancora un sacco di problemi), ma sono quarto.
Per la tratta lunga vado sul sicuro, forse un po basso. linea d'arresto il verde tre e risalgo un paio di curve di livello per prendere il prato.
In zona punto esco forse troppo presto dal sentiero (mi ero prefissato di entrare alla torretta di caccia ma non la vedo).
Terreno piatto, rallento e poi la vedo: un micro-avvallamento.
Zona piatta, lanterne all'apparenza facili ma che non sottovaluto.
Per la 5 e 6 azimut (in questo ricciolo Mair perde il treno podio).
Salita per la 7.
Altra tratta lunga per arrivare alla 8, ma si ripassa dal prato e vado bene.
Scendo nell'avvallamento, ripromettendomi di rallentare perché la zona punto mi sembra complicata e invece la vedo da lontano: facile.
La 9 a curve di livello anche se incontro dei movimenti molto pronunciati che non vedo in carta (a bocce ferme li ritrovo tutti), poi giallo e casa scendo e  punzono.
Conquisto la seconda posizione.
La 10 è una tratta che non da punti d'attacco precisi: vado in curva, ma l'avvallamento mi mette in difficoltà. Tengo botta e calma: sono sulla lanterna preciso.
Per la 11 sono tentato di scendere in strada e poi salire, ma il caldo e la stanchezza mi fanno desistere: rischio cercando di tenere la curva.
Leggo molto bene la carta, ritrovo tutto e arrivo solo un po alto ma la vedo benissimo.
Per la 12 non tiro perché non voglio commettere errori e anche qui ci arrivo preciso, lento ma preciso. Alla 13 ho l'unico secondo miglior tempo parziale poi l'arrivo.
Subito mi rendo conto di aver fatto un'ottima gara, sono soddisfattissimo: pochissime incertezze, corsa regolare, buona distribuzione delle forze, insomma tutto OK.
Infatti gli split time mi danno lo stesso tempo anche se togliessi gli errori (che non ho).
Altra gara al massimo delle mie possibilità e capacità.
In 30 secondi però ci sono tutti gli atleti "normali" dopo Oleg: Carlo Pilat (3°), Mair Rudy (4°) e Gugliemetti (5°).
Poteva essere tranquillamente ribaltata: io l'ultimo dei 30 secondi e una bella medaglia di legno.
A  lungo Biella ha tenuto testa a tutti noi, ma alla 9° è incappato in un errore di troppo.

Gara svolta in un bel bosco, varia e in zone toste, occorreva l'utilizzo di varie tecniche e un bel impegno fisico.

Un ricciolo e due tratte lunghe rendo il percorso "tecnicamente" perfetto....forse solo un po corto per Oleg.
Anche i cerchietti e le tratte erano tagliate nei punti giusti.
Qualche dubbio sulla scelta di imbustare la carta.

Per la cronaca:
sarei arrivato secondo anche in M60 dietro a Balboni di ben tre minuti... 
questi vecchietti vanno come dei treni...
tenetelo a mente o VOI tracciatori.


martedì 6 giugno 2017

Cunardo: ho "scuffiato".

Dopo il vento in poppa, l'abbrivio arriva puntuale la "scuffiata".
Bedero-Cunardo: due giorni di gare "svizzere" a due passi da casa.
Regata o gare d'Orienteering questo è il dilemma.
Se sabato ho "bordeggiato" bene di lanterna in lanterna fino alla 11, dove mi fermo 30 metri prima della lanterna.
Il bosco è fitto e scuro, il cerchietto copre il sasso (ottimo punto d'attacco).
Ritorno indietro e perdo tempo perché mi ritrovo a dovere ero prima.
Alla fine trovo la roccetta e la mia lanterna
Riparto e subito un altro disastro e poi un altro: finale da dimenticare.

Ma tutto questo è niente rispetto alla gara di domenica.
Cunardo è una cartina nuova per me.
Partenza con tratte toste...ma gestite bene.
Alla 4 "scuffio" alla grande
"Il regolamento di regata sancisce che una barca è considerata scuffiata quando ha la testa d'albero in acqua."
Potrei dire che il regolamento d'Orienteering considera "scuffiata" quando la testa del concorrente è persa in un bicchiere d'acqua. (alcuni la chiamano "pascolata", forse un po vecchio)
In uscita dalla 4 oriento male la carta, leggo peggio le curve di livello prendendo la direzione sbagliata.
Così mi alleno facendo le ripetute a tutta su è giù per lo stesso sentiero.
Per 11 interminabili minuti.
La cartina diventa sempre più nebulosa e sfocata, come se fossi sott'acqua...
un flash...
..."ma ho su gli occhiali bifocali"....(indossati per la prima volta in gara)
Tolgo tutto,.
Torno alla 4 e rifaccio la direzione per la 5.
Facile, ora corrisponde tutto e nonostante questo in zona punto tanta fatica per trovare il naso.
Poi chissà perché entro in carta e la gara va bene anche se alla 7 attratto da una roccetta punzono senza controllare codice.
Passa poi dal mio sasso che non lo degno neanche di uno sguardo ...
PUNZONATURA MANCANTE...
bel pirla bastava leggere il codice e almeno la gara non la perdevo completamente (metà classifica)

Terreno tosto, carta tosta, ho trovato anche delle belle fettucce appesa sopra la lanterna (ma in fase di posa non sarebbero da togliere?), cerchietti non tagliati, dicono in molti la 67 mal posizionata e  percorso che non mi è piaciuto molto: due soli cambi di direzione.
Spesso solo curva di livello.
Guardando le altre categorie ho visto la stessa tipologia di disegno eppure il terreno e la quantità di punti presenti in carta si poteva fare molto di più.
L'ultimo punto poi era solo corsa su sentiero per 3 minuti....
Il tempo del vincitore è stato molto vicino ad una middle, qualche lanterna sarebbe stato apprezzato.

venerdì 2 giugno 2017

TL2017 Sprint...non perdo l'abBrivio al podio


Brivio
Piccola e carina cittadine lungo l'Adda a pochi kilometri dal famoso traghetto di Leonardo Da Vinci e dall'oasi di Alberone


Gara in un bel pomeriggio estivo e dopo la prima vado in palla.
Faccio fatica a capire la carta, dove sono e cosa devo fare sbagliando di grosso la 2.
Ricerco la tranquillità anche se so che devo tirare e rischiare più del dovuto.
per andare alla 9 ho allargato sopra per paura di entrare in zona rossa vietata perdendo tempo (10 secondi) ma due ottimi intertempi successivi mi portano davanti ad Ale.
Per la 18 non leggo bene la carta, le scale, il sottopasso e ancora più grave  passo davanti alla lanterna senza vederla per poi pascolare fuori in cortile come un cretino (perdo quasi 40 secondi dal miglior intertempo).
Poi ho tre super tempi e sono subito all'arrivo, dove trovo le mie piccole e Paola felici e contenti della gara e del loro ottimo risultato.
Gara dalle molte insidie, non facile, sempre in lettura, un buon percorso.
Il sottopasso non ha creato grossi problemi, anche se , non so per quale motivo pensavo che avesse una sola entrata e una sola uscita!?!
Dagli split risulta che ho perso quasi un minuto e in una sprint è tantissimo, ma la condizione fisica forse ha colmato il gap.
Ale, per zona vietata, è stato squalificato forse sarebbe stato davanti per pochi secondi o dietro chissà...
Stesso "giochino" di Marostica per vedere le scelte.
Percorso molto intricato, con cambi direzione, scelte anche differenti e non sempre facilmente individuabili in gara.
Forse mancava una scelta lunga con più scelte e sottoscelte.

In generale un solo tempo sotto i 12 minuti, ma il piccolo grande Di Stefano viaggia alla doppia velocità degli altri.
La W35 sopra i 20 minuti, ma solo due all'arrivo (Elena sarebbe stata sotto i 20), W45 appena sopra i 20 con 30 secondi di errore per Nadia.
Peccato le distanze lineari che sfalsano le medie e non danno punti di riferimento certi, il mio garmin segna km 2950 percorsi a fronte di 1,8 lineari.
La zona di gara vietata in prossimità dell'arrivo ha creato problemi e polemiche: in gara non ricordo se l'ho vista e memore della squalifica di Lanzo mi sono tenuto alla larga, o vedendo il rosso vietato ho girato alla larga. O forse la scelta mi sembrava più facile passare da sopra...

mercoledì 31 maggio 2017

Analisi gare di Marostica e Monte Corno

Marostica sprint Coppa Italia
Una breve analisi della gara di Marostica per quanto riguarda la categoria M55.
La gara mi è sembrata molto semplice, facile (forse troppo) e lineare.
In qualche punto occorreva stare attenti perché "in zona" erano posizionate altre lanterne, ma la  cartina e la sua lettura (nonostante) un bel acquazzone non ha mai creato grossi problemi e quindi non ho mai letto la descrizione punti ne il codice.
Già a suo tempo e in più di un occasione ho fatto riferimento alla tabella proposta su Azimut per valutare se una sprint è valida o meno.
Già in partenza so che questa gara non raggiungere "la sufficienza" e così ho provato un altro sistema ( raffigurato nella foto).
Il disegno è un'elaborazione della gara proposta da Zonato ad un corso di aggiornamento tecnico.
Sono stati disegnati i punti, le tratte da me corse (linee continue) e le "scelte" nei vari punti (linee tratteggiate).
Come si nota dal disegno la gara è abbastanza lineare da est verso ovest.
Lo sviluppo della gara con le varie scelte (diciamo il reticolo strade/scelte possibili) è ridotto e facile.
Due tratte abbastanza lunghe nella parte centrale con due scelte: di un certo peso la tratta 12-13.
Altre possibilità le ho disegnate, ma avendo la stessa lunghezza e difficoltà in realtà non sarebbero scelte visto che risulterebbe indifferente la strada da percorrere.
Per come è andato l'andamento dei tempi (ne parlo più avanti) avrei "sfruttato" la mappa in atro modo:
PARTENZA:  un punto più centrale per avere molteplici vantaggi (esempio zona sentiero lunghi fiumiciattolo a sud del punti 5).
< Ampio ventaglio d'uscita per smistare i vari percorsi (rispetto all'imbuto della partenza).
< percorsi con incroci e cambi di direzione
< percorsi più lunghi
Dei punti snodi per chiudere minipercorsi o delle ali di farfalla

Tempi gara
Per i tempi di gara la casistica non solo è "corposa", ma ci sono altre carte  simili a cui attingere i dati e non sono state organizzate in passato delle gare?.
Vista l'importanza della manifestazione alcuni percorsi dovrebbero essere provati fisicamente da un giovane, un elite e un master per avere il responso/osservazioni dal campo reali.
Dopo di che ci può stare che alcuni percorsi non rientrino nei parametri (esempio le categorie supergiovani sono molto imprevedibili), ma per le categorie master e supermaster è difficile che la velocità al km cambi di molto.
Di solito "il tracciatore" tende a sforare verso l'alto (e le "lamentele" sono ridotte a zero), mentre una gara un po troppo corta (su una gara già di per se corta) lascia un po l'amaro in bocca.
La Tabella 12-15 minuti di gara  ha già un bel 20-25% di tolleranza.
A fine gara alcune categorie sono andate sotto i 10 minuti, quindi siamo a 40% in meno del tempo...
Molte categorie Master donne sono state più veloci delle previsioni e tenendo conto che le difficoltà tecniche erano poche la lunghezza è stata sicuramente troppo corta.
Logistica
In montagna non sempre è facile trovare la logistica per stare al coperto, avere un numero sufficiente di bagni o la possibilità di docce, ma in città e in una gara Nazionale un ritrovo con spogliatoi e docce ci deve essere.


GARA MONTE CANTO
Il percorso per la M55 è stato molto bello, molto tecnico e duro, fisico.
Forse avrei evitato le due lanterne 11 e 12 per non avere poi la tratta 13 in salita con massima pendenza (9-10 curve di livello da fare  circa il 20% del dislivello totale su una tratta sola).
Avrei aggiunto una lanterna in curva e allungato il percorso nella parte nord della carta stando in quota dopo la 7 .
Visto il mio ingresso in categorie sempre più master, penso anche ai supermaster e guardando la loro carta mi accorgo che il tracciato occupa solo metà della cartina  (non è uno spreco?).
Perché a questo punto (visto la complessità del territorio) non dare il percorso in scala 1:7.500?
Io da vecchietto avrei gradito moltissimo.
Mi sembra di aver visto percorsi con questa scala, quindi nessun lavoro in più?

Dopo la gara sono andato a visitare la zona di rocce (rosso ammonitico) con l'intricato dei sentieri (zona sud est della carta vicino alla freccia del  Nord), mi è venuta un'idea: partenza più in alto (più o meno stessa zona) e per le categorie Elit il primo punto (o secondo) l'avrei messo all'interno di questa zona (con un francobollo della carta ingrandito).
Sarebbe stato spettacolare e unico per loro e soprattutto per delle riprese video sensazionali.

Sicuramente le due gare rimarranno bel mio cuore e nella mia mente e non solo per il risultato finale...
approposito de premi in natura che ho vinto
non mi sono piaciuti....
erano a dir poco SUPER...
peccato che sono per me un po fuori mano...ma che bontà:-)

martedì 23 maggio 2017

Marostica e Monte Corno: FLOW e SUPERFLOW cosa vuoi di più?

Due gare da incorniciare.
Due primi posti in gare Nazionali....mai successo prima (mi sembra).
Due gare completamente differenti sia a livello tecnico che di lunghezza: è come se Carosi (classe 1964) vincesse i 5000 metri (suo il record italiano  master) e la marotonina di 20 KM (qui il record è di Stefano Baldini)
Un primo posto su cartina e percorso tecnico, con un distacco, dal secondo italiano, inimmaginabile : 18 minuti.
Primo posto in Coppa Italia M55.
Le due gare sono state preparate sia a livello fisico che tecnico (nel limite delle mie possibilità e capacità), ma quello che ha fatto la differenza è stata la "motivazione" e la testa finalmente in sintonia con il corpo, la carta e i tracciati.

Gara di Marostica.
Tre..due ..uno...prendo la carta, sono il primo a partire della mia categoria e inizia a piovere!!!
Piano, poi sempre più a dirotto.
La cartina diventa sempre più molliccia.
I piedi sempre più a mollo.
La paura di scivolare  nelle curve.
Le lanterne però mi appaiono li dove devono essere, quasi mi chiamano.
Mi sembra, tra uno scroscio e l'altro, che siano più luminose e dai colori più vivi rispetto alle mille altre disseminate nei vari parchetti.
Decido di fidarmi della carta (che si legge benissimo) e quindi non controllo il codice, né la descrizione punti.
Ritmo regolare e scelte obbligate (tranne due/tre con due varianti).
Nessun errore solo sbavature.
Nel finale non leggo la carta e non vedo il piccolo sentierino che porta alla 100 e perdo 6/10 secondi  dai primi, ma conquisto il podio con 11 secondi su Leonardo.
Io ho 6 rimi tempi. mentre Curzio ne conquista 7.
Nella 9 e 10 lanterna guadagno fino a 32 secondi e nonostante un finale in netta rimonta, Leonardo non riesce nella remuntada.
La gara è filata liscia, ma non sono completamente soddisfatto perché il percorso e il terreno erano troppo semplici; più adatto ad una MB (a cui eravamo abbinati, il vincitore con almeno 20 anni di meno nelle gambe, ci ha messo due minuti in più (il 15% più lento), ma a mio giudizio il percorso era poco adatta alla Master 55.



Nelle gare "facili" a volte riesco a fare risultato, è in quelle toste che prendo ancora cantonate madornali come un principiante....

Monte Corno
Giornata bellissima, panorama stupendo: un balcone naturale sulla pianura.
Boschi incantevoli e magici.
Faccio fatica a pensare a quanti sono rimasti qui per mesi al freddo, sotto la neve, in trincea a combattere e morire: italiani, inglesi, austriaci, americani....

Parto tra gli ultimi, non so come, ma ho la mente sgombra e il giusto livello di tensione per affrontare la gara.
La prima lanterna so di dover andare in sicurezza e lento  (qui non si vince la gara, ma di sicuro la si può perdere).
La tratta è lunga, tosta occorre "entrare in carta" subito. Leggo bene e faccio tutto a regola d'arte come da manuale del perfetto Orientista di BIELLA.
Per la seconda, in un primo momento penso di scendere sulla strada e poi di attaccarla dal basso perché il terreno mi sembrava poco adatto a correre in costa e invece sono subito sotto la collina. Azimut e miglior intertempo, primo tempo assoluto (che non lascerò più anche se negli split di Oribruni c'è un mio secondo posto alla 15° lanterna, ma il secondo in classifica ha fatto una lanterna in meno (il PM non lo vedo, non capisco perché è in classifica senza una punzonatura?):-) BOH leggi dell'informatica quantistica!!!!
Per la terza lanterna scendo in verticale, ma non si può andare ad Azimut e così ho paura di saltare il punto.
Rallento.
Appena vedo che il terreno spiana mi rilocalizzo e sono ...perfetto. Non ci posso credere!!!!
Forse il trucco è stato quello di non pensare che stavo andando bene, ma solo step by step, lanterna dopo lanterna.
Alla 4 tutto ok, anche se sono basso come tanti altri.
Per la 5 arrivo sicuro fino al punto, dove, non sono per quale motivo, non vedo la lanterna messa nella buca (di roccia) e pascolo un po distratto.
Punzone e riparto con prudenza per evitare di sommare un errore ad un altro errore.
Massima pendenza (tratta di collegamento) poi una bella tratta.
Leggo ancora bene il terreno e i punti d'arresto per arrivare in quota sulla lanterna.
Scendo a razzo e do una dritta a Gigi che sta pascolando troppo sotto.
Per la 8 so che dopo la corsa veloce di avvicinamento devo rallentare e leggere: la zona è tosta.
Cambio punto d'attacco al volo perché mi ritorna più facile prenderla da sinistra.
Altra tratta corta ma tosta.
Queste sono uno dei miei punti deboli.
Sono lento, insicuro e soprattutto non riconosco il terreno.
Allora cambio strategia, mi affido all'azimut ed ecco la lanterna bellissima nella radura piatta tra due colline piene di sassi.
La 10 è in salita. Timbro e  punto alla 11 dicendo di non cadere nel tranello di scendere al primo prato.
Sto in quota, resisto e arrivo dove volevo arrivare: alto nel prato, prendo sentierino e poi lanterna.
La successiva è vicina, vado tranquillo e mi faccio sviare da una su una collina che ovviamente non è la mia: ricollocazione e via.
Sono stanco soprattutto di testa: cala la concentrazione e la "motivazione".
Quando finisce il tutto?
Ma dopo tutta sta fatica molli alla fine?
Corro nel prato e salgo nel bosco per la massima pendenza (qualche apprezzamento gentile mi è volato al tracciatore).
Sto a sinistra per essere sicuro di non mancarla. Riconosco l'avvallamentino mii sposto in curva e trovo la lanterna.
Timbro e vado a prendere il sentierone in costa per poi entrare e fare  la  14: me l'aspettavo prima (forse desideravo che arrivasse prima). Sono stanco e ho paura di sbagliare.
Rallento e non ni faccio distrarre dai molti atleti in gara.
Corsa in costa per arrivare alla 100 (qui sono lento) e discesone per attraversare l'arco dell'arrivo..
Grande gara.
Guardo stupito l'orologio che segna 58 minuti e lo split time che mi dice "primo di 9 arrivati su 27 partiti...ma io ero tra gli ultimi...forse non hanno scaricato...o forse non sono arrivati.
Gara molto bella forse una migliore distribuzione dello sforzo si poteva fare, i piazzamenti sono stati molto incerti fino alla fine: Sommacal, Manzoni, Crippa sono stati secondi e terzi, ma alla fine Demattè e Biroli hanno avuto la meglio.
Impegni permettendo spero di fare un'analisi tecnica sulle due gare con un sguardo generale.
Se caricassero su winsplits si potrebbe avere altre informazioni tecniche.
























martedì 16 maggio 2017

WinSplits gara di Pellio TL2017

Grazie ai file caricati sul sito riesco ad elaborare la gara con una tabella sperimentale per tentare di verificare se la difficoltà dei tracciati era adeguata alla categoria.

Partiamo dai giovani ed è subito evidente il colore giallo: percorso facile (tre risultano con lo zero).
A parte la M18 lunga come tempo-gara, le altre mi sembrano un po corte per una long.

Categorie assolute: per poco i maschi non rientrano nel colore adeguato, mentre per le femmine il giallo è legato alla limitata presenza di atlete.
La vincitrice (Lucia) è atleta a livello nazionale quindi come avevo scritto "sballa" la tabella che è calibrata su gare/atleti regionali.

Master
Qui siamo quasi con un pareggio per i tre colori


Riassunto
Ben 8 percorsi sono risultati "facili".
Uno su tre "adeguato" e il 26% difficile.
Pur essendo annunciata come gara  long solo pochi percorsi hanno superato l'ora di gara, molti percorsi erano più simili ad una middle.
Quattordici percorsi hanno mantenuto lo stesso vincitore con e senza errori, solo in 5 (tre femminili e due maschili) è cambiato il vincitore.